Storia Zurigo SdB

Venuta dei Salesiani di Don Bosco a Zurigo

 

 

Nell'anno 2018 si sono festeggiati 120 anni della venuta dei primi salesiani a Zurigo

 

Era nel lontano 1897 a Zurigo (e anche in Svizzera in generale) esigenza grande fece si che l’invito a venire i Salesiani a lavorare con gli immigrati Italiani alla guida di allora unica Missione Cattolica di Lingua Italiana con sede a Zurigo.

Il beato don Michele Rua, successore immediato di Don Bosco, rispose con grande prontezza alla sollecitudine all’appello, subito nell’anno 1898.

Da allora i Salesiani svolgono con grande impegno la loro attività pastorale ed educativa per tantissimi giovani e fedeli di lingua italiana nella città di Zurigo e d’intorni.

 

Qui bisogna dire alcuni aspetti importanti:

nel primo luogo, come la vita e la condizione della gente è cambiata e sta cambiando ancora, cosi l’azione pastorale e la vita di una parrocchia di immigrati dovrà anch’essa cambiare ed adattarsi a situazioni sempre nuove. Mentre nel passato si trattava di mantenere vivo il legame sia con la patria che con la religione degli antenati, nel presente e nel futuro si tratterà di aiutare in modo speciale i giovani della seconda e terza generazione affinché’ si sentano a casa nella nuova patria nella quale sono cresciuti. E’ importante che riescano a vivere senza ferite e senza perdere la fede dei loro padri pur trovandosi in una situazione di ‘camaleonti’.

I padri salesiani che hanno il carisma della gioventù troveranno qui una nuova ed esigente sfida.

 

Come secondo aspetto, nel continuo mutare degli obiettivi dell’azione pastorale il carisma salesiano garantisce una sana continuità e costanza. Non tutto cambia. I parroci e i viceparroci della Missione possono succedersi; i loro confratelli continueranno la loro opera nello stesso spirito e con lo stesso slancio apostolico.

 

Le varie e tantissime testimonianze dicono e testimoniano che la comunità Salesiana di Zurigo è una speranza e anche un aggancio di profezia per tutta la gente che frequenta gli ambienti della Missione.

È grande e concreto lo sforzo che la Comunità Salesiana ha messo in opera per guidare i numerosi giovani in varie generazioni, per stare vicino a tanta gente molto bisognosa, dando valori chiari e determinanti, per annunciare il Vangelo in tutte le circostanze.

La Comunità Salesiana è proprio ‘sale della terrà e ‘lievito’ fecondo per tutta la città di Zurigo.

Sono lodevoli anche le Associazioni presenti nella Missione’: esse raggruppano i giovani e meno giovani in un processo aperto, appunto in concordanza con la Comunità per annunciare Gesù Risorto in questa terra di tanta storia, e spesso sconvolgente.

Nel 1998 la presenza Salesiana a Zurigo ha festeggiato il primo centenario della sua presenza, una grande ricorrenza piena di festeggiamenti e solenni avvenimenti.

Con questo scritto vogliamo in maniera molto sintetica riscoprire le proprie radici assieme con il popolo, cosi che dobbiamo aiutare i giovani a vivere nello Spirito di Don Bosco, appunto nell’aiutare i emigrati, accogliendoli, indirizzandoli e sistemandoli a nuova vita.

 

La vita della Comunità dei Salesiani a Zurigo

Con tanta grinta apostolica e molta voglia di fare del bene, come sempre, i salesiani si sono fatto voler molto bene da tutti.

Nel 15 maggio 1891, Papa Leone XIII-simo, promulgava l’enciclica Rerum Novarum dedicata proprio a questioni sociali. Con la rivoluzione industriale, l’urbanismo selvaggio, lo sviluppo del proletariato, il solo principio generale della libera carità, a cui fino allora la Chiesa aveva fatto appello, si era da tempo dimostrato impotente a contenere ed a risolvere i sempre più ricorrenti e difficili conflitti fra le diverse classi sociali.

I massoni, gli anarchici e soprattutto i socialisti con la loro stimolante analisi sociologica, avevano trovato il terreno favorevole per aumentare notevolmente i loro proseliti. In tutta l’Europa tirava clima anticlericale, anti Papale, borghesismo faceva si, che tutto diventava molto difficile.

La Chiesa Cattolica, continuava con tenacia la sua strada, annunciando e prendendo posizione, come sempre, verso i più deboli e verso le vittime, cercando di dire la sua a loro favore e dei loro diritti.

Il continuare la Missione di Don Bosco, anche a Zurigo, i salesiani riuscivano molto bene a dare voce a chi non aveva, ad essere incisivo dappertutto.

Con la base evangelica, il Rerum Novarum, fu per tutti i cattolici e anche non cattolici, una nuova frontiera, esortava a non ignorare la lotta di classe e spronava a intervenire, formando proprie associazioni operaie, in modo che le forze popolari cristiane non fossero obbligate ad arruolarsi sotto altre bandiere. Cosi obiettivo fu a creare la disciplina sociale cristiana. Tutto questo ebbe una grande svolta per lo sviluppo degli immigrati italiani, fondando banche popolari, cooperative ed associazioni caritatevoli e di mutuo soccorso, si sentivano protetti ed entusiasmo aumentò.

La coraggiosa posizione della Chiesa, e anche della presenza della Comunità Salesiana, promuovendo la Rerum Novarum, pian piano diventavano opposizione sociale, battendosi per le istanze delle classi popolari, per il miglioramento dei contratti agrari, per l’autonomia degli enti locali.

Questo per il futuro della Chiesa fu la chiave che faceva aprire tutte le porte.

Confrontandoci con le altre nazioni europee troviamo che, comparativamente alla popolazione rispettiva, gli italiani furono i più organizzati, aiutati anche della Chiesa e delle Associazioni fondate, appunto per il bene di tutti. In questo anche altre nazioni, ebbero l’idea di organizzarsi come noi.

Le fonti d’informazione di quell’epoca, abbiamo preso da Giuseppe De Michelis, in L’emigrazione italiana nella Svizzera, Bollettino dell’Emigrazione del M.A.E.

 

 

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